Definire qualcuno “codardo”, “coniglio”, “venditore di fumo” o persino “troglodita del diritto, dell’economia e della finanza” non determina automaticamente una condanna per diffamazione. Con la sentenza n. 35656 del 2026, la Quinta Sezione penale della Corte di cassazione è tornata sul difficile confine tra aggressione alla reputazione e legittimo esercizio del diritto di critica. Le…
Una notizia vera può continuare a comparire per sempre cercando il nome di una persona su Google? Non necessariamente. In determinate condizioni è possibile chiedere la deindicizzazione del contenuto, impedendo che venga restituito tra i risultati associati al nome dell’interessato. Il diritto all’oblio, però, non consente di cancellare automaticamente ogni informazione sgradita o pregiudizievole. Occorre…
Una recensione negativa può incidere seriamente sulla reputazione di un professionista o di un’impresa. Il danno provocato, tuttavia, non rende automaticamente illecito il contenuto pubblicato. Il cliente conserva il diritto di raccontare la propria esperienza e di esprimere una valutazione critica. La tutela giuridica diventa possibile quando la recensione supera i limiti della critica e…